Inventario Varoli "della copia e dell’ombra"
A cura di: Massimiliano Fabbri

“Inventario Varoli – della copia e dell’ombra” si articola in tre sezioni distribuite su due spazi espositivi: a Palazzo Sforza la collezione Varoli e le opere degli artisti prodotte dentro al Museo; all’Ex Ospedale Testi, i disegni e i dipinti realizzati negli studi degli artisti guardando alle collezioni del Museo e alle sue memorie da lontano.
Il progetto è l’esito di un lungo percorso di studio e di confronto tra gli artisti e la collezione del Museo Varoli, che raccoglie la straordinaria collezione di Luigi Varoli, artista, uomo “Giusto”, educatore, conservatore appassionato e collezionista di mirabilia.
Tra luglio e ottobre 2020, dentro e intorno alla mostra-deposito “Inventario Varoli”, aperta a fine maggio dello stesso anno, il Museo ha organizzato una serie di incontri in cui piccoli gruppi di artisti si sono trovati e confrontati, per alcuni giorni, con i pezzi sparsi, i frammenti, i particolari e i dettagli tratti da questo archivio e foresta di memorie, presenze e fantasmi.
Un tentativo di orientamento affidato principalmente al disegno e alla pittura, anche dal vero, traduzione imperfetta e restituzione di modi di vedere che ha trasformato gli spazi, le sale e il giardino del museo in una sorta di studio collettivo.
Ciò che è stato prodotto in queste giornate di lavoro ha contribuito a comporre una mostra in divenire, allestita collettivamente ogni volta al termine di ciascuna sessione ed episodio, che rappresenta un vero e proprio doppio, riflesso, espansione ed eco di quanto esposto al piano terra di Palazzo Sforza.
Da dicembre a gennaio poi, con la chiusura imposta dai nuovi Dpcm, è stato il Museo a entrare negli studi degli artisti, innescando un movimento inverso, un secondo sguardo sulle proprie collezioni e patrimonio, a partire da una campagna e galleria fotografica realizzata appositamente durante il mese di novembre e resa disponibile online sul sito www.museovaroli.it. Un’iniziativa che ha permesso di continuare a invitare altri autori, seppur da remoto, ed espandere e ramificare ulteriormente il progetto. Sono stati coinvolti un totale di cinquantanove artisti, compresi i tre fotografi che hanno mappato le cose, le presenze e gli allestimenti.
Ora, con l’apertura definitiva di questa mostra che chiude un percorso di lavoro di quasi un anno, anche il corpo di opere prodotte a distanza è finalmente visibile, aggiungendosi a quelle realizzate sul posto e già presenti a Palazzo Sforza insieme all’archivio Varoli.
Accompagna la mostra un libro a cura di Marilena Benini, catalogo che rappresenta anche, a tutti gli effetti, l’ultima pubblicazione, la quindicesima, del progetto Selvatico.
Titolo
Inventario Varoli – della copia e dell’ombra
Luoghi
fabbrim@comune.cotignola.ra.it https://www.museovaroli.it/